Buongiorno a tutti e a tutte,

Rendiamo grazie al Signore per questo bell’incontro vissuto presso la Comunitá des Annonciades di Thiais il 2 giugno scorso.

Rendiamo grazie al Signore per la bella testimonianza di una delle sorelle di questa comunitá. Con una sola piccola frase, ci ha detto cosa c’e’ nel suo cuore dicendoci : «  Vi assicuro della mia preghiera per i miei due piccoli. ».

Che allegrezza sentire queste parole e quanto esse possono aiutarci a lasciare il Signore guidarci a pregare con la stessa compassione per il bambino maltrattato e l’adulto maltrattante che ci sono affidati.

Rendiamo grazie al Signore per Mickaël Jouffroy che e’ stato ordinato prete questa domenica 17 giugno nella cattedrale di Beauvais.

E uniamo la nostra preghiera per Sebastien che e’ in cammino verso l’ordinazione diaconale in ottobre prossimo.

Tutti e due sono preganti UEDLP da anni e tutti e due della Diocesi di Beauvais.

Rendiamo grazie al Signore per l’invito che ci e’ stato fatto di partecipare giovedi 2 agosto al pellegrinaggio della Porziuncola nel Santuario di Sant Antonio di Hauts-Buttés a Monthermé nelle Ardenni francesi e di farci  testimoniare. Speriamo di incontrarvi e pregare con voi, con i nostri amici belgi, preganti UEDLP o no.

Infine noi auguriamo, a tutti quelli e quelle che potranno, di approfittare di buone vacanze estive…o invernali, secondo l’emisfero dove si trovano…e in particolare i nostri preganti sud-americani, africani, australiani, del Madagascar, delle Mauritius e della Reunion.

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La preghiera di un povero,

che prega poveramente per altri poveri.

IL peccato, alla fine, non sono i grandi peccati come appaiono ai nostri occhi.

IL peccato, e’ la mancanza di Misericordia, l’incapacita’ a essere Misericordioso.

IL peccato, e’ il rifiuto di fare Misericordia.

Questo e’ IL peccato, perche’ contro questo, Dio lui stesso che ci ha creati a sua immagine, liberi, non puo’ niente.

La Piccola Teresa del Bambin Gesu’ l’aveva ben sentito : « Potremmo credere che e’ perche io non ho peccato che ho una fiducia cosi grande nel buon DIo. Dite bene, Madre mia, che se io avevo commesso tutti i crimini possibili, io avrei sempre la stessa fiducia ; io sento che tutta questa moltitudine di offese sara’ come una goccia d’acqua gettata in un braciere ardente. »

Acquisito questo, Dio mi sara’ misericordia, resta a me di diventare misericordia, perche’ noi gli domandiamo, all’insegnamento del Salvatore : perdonaci come noi perdoniamo (Mt 6,12). E ancora : e’ nella misura in cui voi perdonerete che egli vi fara’ misericordia (Mt 7,2). E questo rifiuto rivela allora che io credevo essere con e dentro il Padre, ma che in verita’, io sono fuori, rifiutanto di entrarvi (Luca 15,28).

Le piccolezze di un amico, io le so perdonare.

Ma questo perdono, fin la’, della cattiveria dei cattivi…Questo, io non lo so. Il male che a volte perfino si rinnova, sfinisce la mia povera buona volonta’ che cerchera’ perfino di perdonare.

E anche quando questo male appartiene al passato, questo ricordo mi rode, il dolore ancora attivo che mi assale, fino ai miei incubi.

E soprattutto, se Dio perdona, io non posso immaginare e ancora meno desiderare di ritrovarmi un giorno riconciliato con quest’ altro, colui che mi ha ferito, in cielo. Se Dio lo salva, io posso arrivare fino a chiedere di ritrovarmi in inferno per non vivere faccia a faccia con costui.

Allora non mi resta, anche se con cattiva buona volonta’, che obbedire all’ingiunzione di Cristo : Amate i vostri nemici, benedite quelli che vi maledicono, fate del bene a quelli che vi perseguitano, e pregate per quelli che mi maltrattano e vi perseguitano (Mt 5,44).

Chiunque puo’ rifutare…e’ troppo grande, impossibile.

Ma io, io ci ho provato…e ci sono riuscita.

Ma, poco a poco, ho realizzato che la mia preghiera era ben povera. Io pregavo in effetti per quello o per quella, ma con un cuore duro, sprezzante, senza molta speranza della loro conversione, e soprattutto, senza gioioso desiderio di ritrovarli, un giorno, in cielo.

In breve, ho scoperto che la mia preghiera per questi poveri, era una povera preghiera.

Dio mi perdona a ogni confessione, e poco a poco, egli mi ha ricordato i miei peccati e mi ha invitato a non confrontarli. Il mio giudizio sugli altri che io non amo, o cosi’ male, cosi’ difficilmente, e’ severo, duro e sempre ingiusto.

E io che confronto, che ne so del loro grado di responsabilita’ ?

E soprattutto, Dio che potra’ confrontare e tutti dannarci, non ama la morte del peccatore (Ez, 18,23), mentre io, la morte di questi « bastardi », questi altri, non mi e’ cosi’ insopportabile. E se le mie colpe mi sembrano minori, peccatucci, forse che io misuro la grazia di essere stato salvaguardato dai grandi peccati ? e che la mia virtu’ e’ tutta grazia di Dio di cui la misericordia mi ha preceduto.

In breve, quando io prego, ho imparato a non dimenticare mai che io non sono una ricca che prega. Questa e’ la preghiera del fariseo. Ma non posso pregare legittimamente che se io so che io stessa sono povera graziata.

Solo Cristo e’ stato un ricco che ha legittimamente pregato riccamente per i poveri. Perche’ nella sua tenerezza, egli ha saputo farsi povero per raggiungerci e salvarci.

Infine, ho scoperto che la preghiera non vale che se e’ quella di un povero che sa pregare poveramente per un altro povero.

La preghiera dell’arrogante non serve a Dio e nuoce anche al pregante.

Solo la preghiera di un povero pregante poveramente per un’altra persona puo’ essere riconosciuta dal Padre e servire al cammino di quest’altro povero che Dio vuole affidare alla mia povera preghiera.

Vediamo chiaramente che la nostra preghiera nell’UEDLP ci conduce a questa conversione delle nostre preghiere.

Che regalo di scoprirlo e di poterlo vivere !

                                                                                                                   Mona e Padre Bruno

Giugno 2018

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Signore, noi vogliamo pregare per i boia, ma da soli, non ce la facciamo.

In questo mondo di barbarie, come vivere in verita’ secondo il tuo comandamento ?

Tutta l’umanita’ e’ malata. Noi confondiamo giustizia e perdono,

Noi non sappiamo come pregare con cuore sincero per quelli che torturano e che uccidono.

Tu, Signore, tu hai sofferto della cattiveria degli uomini,

e tu hai mantenuto contro di loro che amore e compassione davanti alla loro cecita’.

Cosa possono portare di piu’ a l’immensita’ della tua misericordia le nostre preghiere difettose ?

Eppure, Signore, noi osiamo credere che tu aspetti non soltanto che noi lottiamo perche’ cessi un giorno questo squarcio profondo della nostra umanita’, ma anche un’aggiunta di amore che ci associera’ alla tua opera di redenzione.

Inizio della « Preghiera per i boia » de l’ACAT