UBNP- Un Bambino nella preghiera

Info e iscizione

Scavare nela ferita affinche’ sgorghi la Misericordia

 

 

Saint Claude la Colombière

Il 15 febbraio 2000, giorno di San Claudio La Colombière- santo protettore dell’azione-, e’ stato creato, sotto l’impulso di Mona LE CUNFF e di Padre Bruno DANIEL, ‘’UBNP- Un Bambino nella preghiera’’ (= UEDLP in francese).

Il proposito di quest’opera e’ di pregare per dei bambini maltrattati e degli adulti che maltrattano, di tutte le religioni e di tutti i paesi.

In luglio 2009, essa ha ricevuto la Benedizione Apostolica di Benedetto XVI.

 

Il 15 febbraio 2013, sotto l’impulso di Monsignore Benoit-Gonnin, vescovo della Diocesi di Beauvais-Noyon-Senlis, UBNP/UEDLP e’ diventata “Associazione Privata dei Fideli del Diritto Diocesano’’.

Il 25 ottobre 2013, in occasione di un’udienza privata al Vaticano, Mona Le Cunff e Padre Bruno, hanno ricevuto personalmente l’incoraggiamento del Santo Padre, Papa Francesco, a proseguire la loro missione.

 

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UEDLP raggruppa gia’ piu’ di 2300 persone che pregano, di cui diversi vescovi, preti, diaconi, religiosi e religiose dappertutto in Francia e in piu’ di 25 paesi (francofoni o no).

Si tratta di preghiera e non di azione diretta: a ognuno che prega e’ affidato  solo un nome di un bambino e un nome di un adulto (senza alcun rapporto tra loro), nient’altro.

Nessun contatto, nessuna precisione (sull’eta’, il livello di maltrattamento, il luogo di vita…) sono dati sulle persone affidate. Nessuna notizia neanche sul futuro del bambino o dell’adulto. E’ certamente questo uno degli elementi piu’ frustanti perche’ noi non vediamo l’azione diretta della nostra preghiera. Si tratta semplicemente di unire la nostra preghiera a quella di Cristo in comunione con i santi nella certezza che Dio e’ al cuore di ognuna delle nostre vite  e che la sua Divina Provvidenza puo’ agire in maniera sorprendente ai nostri occhi.  

Ognuno prega secondo il proprio cuore e al proprio ritmo, a casa sua. Quattro volte all’anno un piccolo foglietto e’ inviato per mantenere il legame, nient’altro.

Quest’ azione e’ gratuita.

E’ anche un cammino di conversione per ogni persona che prega che accetta di unirsi all’UDLP. Quanto pregare per un bambino maltrattato e’ nella logica di una tenera preghiera, tanto impegnarsi a pregare per un adulto che maltratta richiede di lasciare la Misericordia di Dio invadere il nostro cuore. Dolcemente, si tratta di accettare di aprire gli  occhi su noi stessi, sul nostro amore di poveri, incapace di amare i cattivi, ma anche incapace di amarci come Dio ci ama. E’ cosi’ che permettiamo a Dio di operare  nella nostra vita affinche’ il nostro cuore diventi ‘’piccola fiamma di Misericordia’’, la nostra preghiera  attinga forza e ispirazione nella contemplazione e adorazione del Sacro Cuore del Nostro Salvatore.

 

Se voi desiderate unirvi a quest’opera di preghiera, potete :

-           completare la parte inferiore al tratteggio e inviarla a :

-          « UBNP / UEDLP - Un Enfant Dans La Prière »

3 allée des Coquelicots  - 60290 Neuilly sous Clermont  FRANCE

 

-          oppure inviare un mail a :  uedlp@wanadoo.fr

(versioni in inglese, spagnolo, italiano e polacco accessibili a partire dal blog)

 

UEDLP - ISCRIZIONE

Cognome e nome:  

Desidera pregare per un bambino maltrattato e un adulto che maltratta.

Indirizzo :

Codice postale : Citta’ :

Nazione :

Indirizzo mail :

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preghiera

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Signore,                                                                                                          

Noi ti affidiamo tutti i bambini traditi – Gesu’ rinnegato da Pietro        

umiliati – Gesu’ in prigione

battuti – Gesu’ frustato

feriti – Gesu’ coronato di spine

straziati – Gesu’ sotto il peso della croce

torturati – Gesu’ inchiodato sul legno

abbandonati – “Padre perche’ mi hai abbandonato?”

violentati – Gesu’ trafitto dalla lancia

assassinati – Gesu’ morto sulla croce.

Signore,

Noi ti affidamo tutti questi bambini maltrattati.

In ciascuno di loro soffre tuo Figlio,

In ciascuno di loro soffre il tuo cuore di Padre.

Signore,

Noi ti affidiamo tutti questi adulti troppo poveri,

In ciascuno di loro si mostra la tua Misericordia

In ciascuno di loro si rivela

la smisurata Redenzione.

Signore,

In tutti e in ciascuno di noi

Si mostra il tuo Amore infinito,

Il Tuo Amore di Padre.

Amen

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02 mai 2014

Marzo 2013 - Chiesa e l’UEDLP

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Buongiorno a tutti e tutte e buon cammino verso Pasqua !

In questi ultimi tempi la Chiesa e l’UEDLP, in misura minore, ha vissuto degli avvenimenti particolari :

√  La Chiesa, innanzitutto :

Il nostro cammino di Quaresima é stato marcato da due avvenimenti molto forti :

  • il 28 febbraio innanzitutto, per la rinuncia di Benedetto XVI al suo ministero di Sovrano Pontefice.

Nel luglio 2009 abbiamo avuto l’immensa gratitudine di ricevere la sua benedizione apostolica per l’UEDLP e le persone che pregano per essa.

C’é stato anche il coraggio di portare la Chiesa, al suo interno, a denunciare i crimini dei « poveri » ministri riguardo ai fatti di pedofilia. Ci ritornano in mente:

-       queste parole del settembre 2010 nella cattedrale di Westminster a Londra:  « Di nuovo, penso a l’immensa sofferenza provocata dagli abusi commessi sui bambini, specialmente all’interno della Chiesa e dai suoi ministri. […] Esprimo innanzitutto la mia profonda afflizione alle vittime innocenti di questi crimini innominabili, sperando che la potenza della grazia del Cristo e il suo sacrificio di riconciliazione apporti loro una profonda guarigione  e la pace ».

-       Infine le parole pronunciate in occasione della sua ultima udienza pubblica, il 27 febbraio : « In questo momento, si trova in me una fiducia immensa, perché io so, noi lo sappiamo tutti, che la parola di veritá del Vangelo rappresenta la potenza della Chiesa, é la sua vita. Il Vangelo purifica e rinnova, porta frutto, dappertutto lá dove la comunitá di credenti ascolta e accoglie la grazia di Dio nella veritá e vive nella caritá. Questa é la mia convinzione, questo é ció che costituisce la mia gioia. »

Il nostro grazie e la nostra preghiera per voi Benedetto XVI, oramai papa emerito.

  • e poi il 13 marzo, per l’elezione del Cardinale Jorge Mario Bergoglio, nostro nuovo Papa, Francesco.

Che umiltá, che saggezza, di questo Papa che comincia il suo pontificato con un « Padre Nostro » e un « Ave Maria » per il suo predecessore e che pronuncia queste parole : « Voglio domandarvi un favore, prima di darvi la mia benedizione, vi chiedo la vostra preghiera,  che é la benedizione del popolo per il suo vescovo » e si inclina semplicement, umilmente.

Possa  lo Spirito Santo guidarlo sul cammino di San Francesco, il poverello di Assisi, durante tutto il suo ministero alla testa della Chiesa Cattolica.

√  e poi l’UEDLP :

  • Il 15 febbraio, giorno di Saint Claude La Colombière, santo patrono dell’UEDLP e 13esimo anniversario della creazione di quest’opera, Monsignore Jacques Benoit-Gonnin, nostro vescovo (Diocesi di Beauvais), ci ha dato la gioia di firmare il decreto di riconoscenza dello statuto dell’UEDLP che diventa cosí « Associazione Privata di Fedeli del Diritto Diocesano ».
  • Noi abbiamo superato il numero di 1500 persone che pregano. Un grazie particolare a Suor Charlotte-Emmanuelle, Clarissa di Senlis, che grazie ai suoi numerosi contatti, ci ha permesso di accogliere delle nuove persone che pregano, preti, religiosi e religiose di tutte le congregazioni (di cui numerose tra le Clarisse) e laici in molti paesi diversi : Stati Uniti, Messico, Canada, Bulgaria, Israele, Isole Mauritius, Belgio, Svizzera, Gran Bretagna, Gabon e Madagascar.

La nostra azione di grazia verso nostro Dio Tre Volte Santo e come Maria, noi possiamo cantare :

« Il Signore Onnipotente ha fatto per me meraviglie ;

Santo é il suo nome ! »

øøø

Per quanto riguarda i nomi affidati :

Diverse volte, delle persone ci interrogano sulla veridicitá dei nomi affidati.

Qualche anno fa, un professionista dell’infanzia ci aveva perfino consigliato di affidare semplicemente i nomi scritti sul calendario. Cosí noi avremmo avuto una grande scelta di nomi e « Dio che sa tutto saprá fare bene la selezione .»

Ultimamente una persona che prega ricevendo un nome impronunciabile ci ha allertato : noi gli abbiamo potuto rispondere che il bambino maltrattato per il quale egli pregava portava stranamente il nome di santo frate irlandese del XIIesimo secolo.

Da qualche tempo molti di voi ricevono dei nomi di bambini e/o di adulti con consonanza straniera. Sin dall’inizio UEDLP ha voluto pregare per i bambini e gli adulti di tutte le confessioni e di tutti i paesi. La Chiesa é universale. Tuttavia, quando noi riceviamo un nome molto particolare, noi lo affidiamo ben lontano dal luogo dove egli ci é stato donato. Cosí, in occasione della nostra visita delle persone che pregano a La Reunion, noi abbiamo ricevuto diversi nomi molto ‘ reunoniani’. Nessuno di loro é stato affidato su questa bella isola. Noi dobbiamo proteggere questi bambini che soffrono tramite la nostra totale discrezione. La legge francese l’esige e la legge nel nostro cuore lo desidera.

Allora si, tutti i nomi dei bambini e degli adulti affidati sono effettivamente dei nomi veri. Come potrebbe la nostra preghiera portare frutto se essa fosse basata su una bugia ? La nostra preghiera é per loro sostegno : i bambini per guarire e vivere, gli adulti per riconoscere il loro crimine e essi stessi scegliere la vita. La nostra preghiera spera di essere balsamo ai loro cuori di bambini e di adulti affinché la Misericordia del Cuore Divino scorra e sani tutte le ferite, tutte le infamie. La nostra preghiera mette radici nella realitá cosí povera che sia ed é supplica perché un giorno quaggiú o in cielo, il bambino maltrattato e l’adulto che maltratta si riconoscano come figli dello stesso Padre.

 

øøø

Infine in questo Anno della Fede noi vi proponiamo il testo di A.

Che sia ringraziata per questa bella testimonianza!

            PERCHÉ E COME PREGARE NELL’UEDLP ? Cf. Jn 17,3 e Ga 2, 19-20

Perché ?

Divenuta sorella di Gesú Cristo tramite il mio battesimo, sono chiamata a amare Gesú  e a amare gli altri come Gesú ci ha amati e con lui consolare il suo popolo confrontato alle miserie del mondo.

Io non posso cambiare il cuore degli altri ma posso cambiare il mio e trovare la pace nella misericordia di Dio tramite Gesú Cristo.

La pace che Dio mi dona io la trovo vegliando e pregando come Gesú ci ha insegnato e soprattutto come Gesú l’ha fatto sul Monte degli Olivi al piú alto livello della sua persecuzione sulla croce. « Vegliate e pregate » dice ai suoi discepoli che vogliono seguirlo fino alla fine della loro missione nella misericordia. Non facile ! Questo incoraggiamento io lo trovo sostenuto nell’UEDLP.

In effetti, chi puó meglio pregare per la felicitá di un bambino che  soffre, bambino che noi portiamo tutti in se e che siamo chiamati a divenire come figli e figlie del Dio di Gesú Cristo.

-Vegliate per essere sempre pronti a rendere conto della Speranza che ci abita nella felicitá o nella infelicitá. Il maligno non a piú l’ultima parola.

-Pregate per  quelli che ci fanno del bene : rendere grazie !

-Pregate per quelli che ci fanno del male a volte a loro insaputa e esercitate la misericordia cioé per mettere del  cuore sulla miseriia dell’uomo, di tutti gli uomini.

Sappiamo noi sempre quando facciamo del male a se stessi, all’altro, a Dio ? Vegliare e pregare nell’UEDLP é per me un cammino di misericordia che cambia  il mio cuore verso me stessa, verso gli altri con l’aiuto di Gesú lui stesso misericordia per noi. « Il Figlio di Dio si é  dato lui stesso per salvarci e darci la Vita eterna ». Cf. Ga 2,20.

Come ?

Con qualche parola ogni giorno, con il rosario o il brevario della Chiesa universale, ridire la preghiera proposta dall’UEDLP con intensitá e sinceritá nel silenzio di se stessi e l’attesa della grazia. Il Signore ascolta la nostra preghiera. Come Maria, « conserviamo tutto questo nel nostro cuore » con rispetto e pazienza e la grazia della Pace invade il nostro cuore.

Questa grazia della pace mi fa vedere tutti gli atti atroci della violenza umana ma anche gli atti di bontá che sgorgano dal cuore dei nostri fratelli e sorelle in Gesú Cristo e anche di tutti quelli e quelle che dicono di non credere in Lui. Io credo che ogni uomo é abitato da questa violenza distruttrice dell’umanitá compresa me stessa, e allo stesso tempo egli aspira alla bontá divina nei momenti tragici della sua vita.

Pregando con l’UEDLP, noi siamo permanentemente sul cammino della conversione nello Spirito di Gesú. E nell’attesa della grazia di Dio noi diventiamo ogni giorno un pó di piú una vera « Piccola fiamma di misericordia ».

Conclusione : Signore, ti ringrazio per tutte le bontá di cui tu mi hai fatto beneficiare tramite tutte le persone incontrate credenti (e a volte non credenti) che mi hanno aiutato a sormontare tutti gli ostacoli dovuti ai miei limiti e al mio peccato, durante tutta la mia vita. Si, tu eri lá Signore e io non lo sapevo. Signore, fai che io proclami le meraviglie del tuo amore in ogni istante della mia vita, anche grazie all’UEDLP. Amen

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01 mai 2014

Il Rosario della Divina Misericordia

« Il Rosario della Divina Misericordia »

 

Perche’  questo passo nell’ambito dell’UEDLP?

Perche’  l’opera di Dio e’  tessuta da mille e mille fili, per tessere la stoffa della sua Parola o la rete da pesca dei suoi figli.. E’ chiaro che l’UEDLP non e’ che uno di questi fili che Dio stesso tesse nella nostra epoca. La nostra preghiera appartiene a tutto un movimento che Dio suscita e fa crescere sul tema della Misericordia.

Ci e’ dunque parso evidente di trovare risorsa nella preghiera del rosario della Misericordia. Il Signore, in maniera potente, ci chiama alla misericordiia per i bambini e ancora di piu’ per gli adulti, e dona un cammino secondo il suo cuore. Questa e’ questa bella intuizione di preghiera che non puo’ che illuminare il nostro cammino di “piccole fiamme di Misericordia”.

 

Questo rosario e’ un dono del cielo tramite Suor Faustina, e della Chiesa tramite Giovanni Paolo II. Quest’ultimo ne istitui’, in devozione privata, ma tanto incoraggiata, la novena dal Venerdi’ Santo alla Domenica della Misericordia, in Ottava  di Pasqua... e il cielo volle che questo grande papa mori’, o piuttosto ando’ in cielo, sabato 2 aprile 2005 alle 21,53, nella festa della Divina Misericordia.

La  festa della Divina Misericordia e’ stata decretata a partire dal 5 maggio 2000 nella liturgia della Chiesa Universale dal nostro Papa Giovanni Paolo II.

 

70689920_pDio ha sceltto questa giovane polonese Suor Faustina (Hélène Kowalska 1905-1938), che viveva una vita interiore molto profonda, ma semplice e senza istruzione come l’apostolo della sua misericordia.

Il 14 settembre 1935 : nostro Signore insegna questo rosario a Suor Faustina. Gesu’ le affida una missione indirizzata a tutta l’umanita’.

“La mia misericordia avvolgera’ le anime che reciteranno questo rosario durante la loro  vita e soprattutto nell’ora della morte...le profondita’ della mia misericordia sono commosse per tutti quelli che recitano questo rosario. Scrivi queste parole, figlia mia, parla al mondo della mia misericordia. Che l’umanita’ tutta intera apprenda a conoscere la mia insondabile misericordia; questo e’ un segno per gli ultimi tempi. Dopo verra’ il giorno della giustizia”.

Il 22 febbraio 1931 di sera: Apparizione di Cristo della Misericordia dove Lui le domanda di dipingere questo quadro che figura con l’iscrizione

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“Gesu’, ho fiducia in Te”

Il 18 aprile  1993, Suor Faustina e’ beatificata dal Papa Giovanni Paolo II a Roma e canonnizzata il 30 aprile 2000.

Questo dice il Signore a Suor Faustina sulla festa della Misericordia Divina:

“In quel giorno le porte della mia misericordia sono aperte. Io riverso un oceano di grazie sulle anime che si avvicinano alla fonte della mia misericordia. Tutte le anime che si avvicineranno alla confessione e alla santa comunione riceveranno il perdono completo delle loro colpe e la remissione della loro punizione, io desidero accordare un’indulgenza plenaria a queste anime. Che ogni anima non abbia paura di avvicinarsi a Me, anche se i suoi peccati sono scarlatti. La mia misericordia e’ cosi’ grande che durante l’eternita’, nessuno spirito, ne’ umano ne’ angelico, sapra’ approfondire tutte quello che e’ uscito dalle profondita’ della mia misericordia...La festa della Misericordia e’ nata dalle mie viscere”.

Tra le promesse associate a questo rosario da Gesu’ Cristo a Santa Faustina si puo’ citare:

  • “ Figlia mia, incita le anime a dire questo rosario che io ti ho donato. Mi piace di accordare tutto quello che mi domanderanno dicendo questo rosario
  • “ I preti lo donerano ai peccatori come l’ultima ancora di salvezza; anche il peccatore piu’ incallito, se recita questo rosario una sola volta otterra’ la grazia della mia infinita misericordia.”

 

Cosi’ preghiamo il rosario della Divina Misericordia per i bambini vittime ma anche per gli adulti che maltrattano

Il Cristo a Suor Faustina: “ Figlia mia, ogni vola che tu ascolterai l’orologio suonare le tre, tuffati tutta intera nella mia Misericordia, adorala e glorificala. [...] A quest’ora, tu puoi ottenere per te e per gli altri. [...] In quest’ora, io non sapro’ rifiutare niente all’anima che mi prega per la mia Passione. Questa e’ un’ora di grande misericordia per il mondo intero”.

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                                   Da recitare su un rosario normale, di preferenza alle 15.

                                   Cominciare con : Il Credo, Padre Nostro, Ave Maria.

Poi, sui grani grossi: Padre Eteno, ti offro il Corpo e il Sangue, l’Anima e la Divinita’ del tuo Figlio adorato, nostr Signore Gesu’ Cristo, in riparazione dei nostri peccati e quelli del mondo intero.

Sui 10 grani piccoli: Per la sua dolorosa passione, sii misericordioso per noi e il mondo intero.

Alla fine delle 5 decine: Dio Santo, Dio Forte, Dio Eterno, sii misericordioso per noi e il mondo intero.

Alla fine del rosario, per 3 volte: Gesu’,  confido in te.

Per finire: Sangue e Acqua usciti dal Sacro Cuore di Gesu’ come fonte di misericordia.

Atto di consacrazione del mondo intero alla Misericordia Divina da parte di Giovanni Paolo II

In occasione del suo viaggio in Polonia in agosto 2002, il papa Giovanni Paolo II celebrato la dedica del nuovo santuario alla Divina Misericordia a Cracovia. Nel corso dell’omelia, egli ha affidato solennemente il mondo intero alla Divina Misericordia:

Dio, Padre Misericordioso, che hai rivelato il Tuo amore nel tuo Figlio Gesu’ Cristo, e l’hai sparso su di noi nello Spirito Santo Consolatore, noi Ti affidiamo oggi il destino del mondo e di ogni uomo.

Chinati sui nostri peccati, guarisci le nostre debolezze, vinci tutti i mali, fai che tutti gli abitanti della terra possano sperimentare la tua misericordia, affinche’ in Te, Dio Uno e Trino, essi trovino sempre la fonte della speranza. Padre Eterno, per la dolorosa Passione e Resurrezione di tuo Figlio, accordaci la tua miericordia, cosi’ come al mondo intero!

Amen.

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30 avril 2014

Imperdonabile ?

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Noi abbiamo avuto la gioia, la Domenica della Misericordia, di essere invitati dal Padre Pascal Monnier nella sua parrocchia di Chambly.

Che sia ringraziato per la sua accoglienza. In questa occasione, sono stata molto toccata dal suo editoriale sul foglietto parrocchiale. Con il suo accordo, lo transcrivo tale e quale :

                                               IMPERDONABILE ?

La parola e’ stata pronunciata questa settimana dal presidente della repubblica francese per qualificare l’errore del Signor Cahuzac. Imperdonabile…..Senza ritornare qua sul fondamento dell’ « affare » che e’ sufficiementemente dibattutto in ogni direzione, mi sembra comunque importante di ricordare la parola di Hollande : imperdonabile.

Questa seconda domenica di Pasqua noi celebriamo esattamente, nella Chiesa, la misericordia divina...E’ il beato papa Giovanni Paolo II che ha voluto, che alla fine dell’ottava pascale, tutta la Chiesa contempli l’infinita Misericordia di Dio, il suo amore instancabile che perdona.

Certo, e’ veramente scioccante, fino a scandalizzare, l’errore del ministro della repubblica. E’ concepibile che la reazione sia viva e la decisione amara. Pertanto, si puo’ fare una accusa tale, senza appello. Imperdonabile !

Una critica del cardinale americano mi sembbra qui di grande pertinenza: “il mondo permette tutto, ma non perdona niente! Nella Chiesa, invece, non e’ tutto permesso ma lei perdona tutto!”

Al di la’ della polemica riguardo l’onesta’ di un uomo, c’e’ un dibattito di un’altra natura. In questo mondo, non c’e’ piu’ posto per il perdono. Questo era gia’ la trappola nella quale i suoi oppositori volevano far cadere Gesu’: “ Mose’ ci ha ordinato di lapidare queste donne. E tu, cosa ne dici?” (Jn VIII, 5) C’ e’ una legge, si tratta di rispettarla! Lei ha peccato, che paghi direttamente!

Conosciamo la risposta di Gesu’. Lei cola dal suo cuore misericordioso. La giustizia di Dio, la pieta’ di Dio, non resta a una bilancia fredda e dura. L’uomo e’ piu’ grande dell’uomo. L’uomo non potra’ mai ridursi ai suoi atti anche i piu’ sordidi. Qualsiasi cosa faccia, egli resta l’oggetto dell’amore inalterabile di Dio.

Questo vi sciocca? Meglio! Un giorno forse voi sarete i primi a rallegrarvi del fatto che che Lui, almeno, non vi condanna...

Buona domenica di misericordia!

                                                                  Padre Pascal Monnier

 

Questo testo del Padre Pascal mi fa pensare alle parole del nostro papa Francesco all’udienza pubblica di mercoledi 12 giugno:

“Dio non appartiene a nessun popolo, ma e’ lui che chiama tutti gli uomini senza distinzione a far parte del suo popolo ; anche quello che si sente lontano, che ha paura o e’ indifferente. Ma cosa si puo’ dire di questo popolo di Dio? Si diventa membri, non per nascita corporale, ma tramite una nascita nuova, spirituale, che e’ un dono molto prezioso di Dio e che procura la fede e il battesimo. Questo popolo e’ retto dalla legge dell’amore: amore di Dio riconosciuto come unico Signore della Vita, e amore del prossimo che accoglie l’altro come un fratello e supera le divisioni. [...]

Questo popolo ha ricevuto come missione di portare, come una luce, la speranza e la salvezza di Dio al mondo intero; la vita dei cristiani deve essere veramente il segno dell’amore di Dio che chiama ognuno all’amicizia con lui. Perche’, se noi annunciamo il Vangelo, soprattutto tramite la testimonianza della nostra vita, Dio puo’ cambiare la realta’  del mondo, spesso marcato dal male. Questo popolo, alla fine, ha come scopo il Regno, cominciato da Dio sulla terra, la comunione con il Signore per vivere la gioia di un amore senza misura. [...]

E’ sufficiente aprire un giornale per capire che il male esiste [...] Troppi conflitti tra cristiani : ma come e’ possibile all’interno stesso del popolo di Dio ? Tutti questi conflitti nei quartieri, nei luoghi di lavoro, per invidia o per gelosia, e all’interno delle stesse famiglie, tutti questi conflitti interni ! » Il papa Francesco ha chiesto allora che « si domandi al Signore que ci faccia ben capire questa legge dell’amore, come e’ buono e bello di amarci gli uni gli altri come dei veri fratelli ». E di domandare : «  Tutti, noi abbiamo delle simpatie o antipatie, forse abbiamo litigato con qualcuno. Allora, preghiamo per quelli con i quali abbiamo litigato : e’ un bel passo in avanti in questa legge di amore. [...]

Il male esiste, ma Dio e’ piu’ forte perche’ e’ il Signore. La realta’, a volte, e’ scura, marcata dal male, ma puo’ cambiare perche’ Dio e’ piu’ forte del male. E la piena comunione con il Signore e’ possibile, la gioia totale con il suo Amore. Essere Chiesa e popolo di Dio significa essere fermento di Dio in questa umanita’. Noi dobbiamo pregare, perche’ la fede ci doni la speranza e una nuova forza sul cammino, e che la Chiesa sia il luogo dove ognuno possa sentirsi accolto, amato, perdonato e incoraggiato. Bisogna che noi abbiamo una Chiesa con le porte aperte, e noi dobbiamo uscire e annunciare il Vangelo.”

Alla lettura di questi due testi, permettetemi di aggiugnere qualche riga:

 

Dio piu’ forte del male, Dio d’Amore, Dio di misericordia, cosi’ e’ il Nostro Dio.

UEDLP e’, nella sua misura, un’opera di misericordia.

Amate l’altro, ne sono veramente capace? Perdonate all’altro, ne sono veramente capace?

Davanti alla cattiveria, la stupidita’, le costruzioni, le giustificazioni di ogni sorta di certi che trovano sempre qualcosa da rimproverarmi: “ io non amo  ¿???  Non mi piace”. ( je ne suis pas sure du sense de la phrase)

Davanti a tutte queste pretese in parrocchia di essere quello o quella che fa il meglio, e chi si inorgoglisce del servizio reso come il fariseo all’incrocio che mostra bene che digiuna, senza guardare l’umile persona che presta servizio in silenzio e discrezione : «  io non amo OR non mi piace ?????» 

Davanti a tutte queste competizioni, queste « combinatione », tutti questi piccoli capi che, al lavoro, umiliano i loro colleghi per brillare ai loro occhi del loro magro potere : ««  io non amo OR non mi piace ?????»   

Ma ancora di piu’, sono veramente certo di perdonare ? Io dico” ti perdono” ma quando la  ferita e’ troppo profonda, tanto che il male distilla l’amarezza, il mio cuore si sorprende a noon aver perdonato.

 

Signore, abbi pieta’, “io non amo e non so perdonare”, questa e’ la mia piccolezza, la mia confessione, il mio peccato. Mio povero amore, che cos’e’ rispetto all’Amore Assoluto di Dio? E come e’ grande la mia pretensione a domandarvi di pregare per gli adulti che maltrattano i bambini, a voi miei fratelli e sorelle in Cristo, quando il mio cuore, questo cuore di pietra che vorrebbe dirsi carne, e’ cosi’ duro!

Perche’ queste righe, perche’ questa “confessione”?

Perche’  di fronte alla mia incapacita’ di amare e perdonare, Dio mi dona di guardare il Cuore D’Amore e di Misericordia del suo Figlio adorato. Questo cuore d’Amore, questo cuore di brace.

Mi piace immaginare il braciere dei due cuori del Padre e del Figlio a l’unisono, che come miriadi di piccole fiammelle spostate dal vento dello Spirito, vengono a infiammare il cuore di ognuno dell’UEDLP che prega . E cosi sia la nostra preghiera, per gli adulti che maltrattanno, intercessione e compassione all’immagine di questi due cuori che amano e perdonano in maniera assoluta.

Mi piace contemplare il Cuore di Maria, Madre di tutte le grazie, intercedere per noi del’UEDLP che preghiamo, bambini maltrattati e adulti che maltrattano, perche’ noi tutti possiamo fare questo cammino d’amore e di misericordia.

Mi piace anche sperare, nella fiducia dell’opera di Dio in tutta vita, che un giorno, su Terra o nel Cielo, il bambino per il quale noi preghiamo possa perdonare e amare alla fine, di nuovo, colui che l’ha maltrattato e che l’adulto perdonato possa amarsi alla fine malgrado il suo peccatoo. Che cosi’ riconciliati, e essi possano, trasfiguraati dall’Amore di Dio al di la’ di tutte le ferite ormai sanate, abbracciari e riconoscersi fratelli (o sorelle) in Cristo amati perfettamente da Dio di tutta perfezione.

In unione di preghiera con voi tutti e tutte

 Mona

 

 “ Io se avevo commesso tutti i crimini possiibli, conserverei sempre la stessa fiducia perche’ so bene che questa moltitudine dii offese non e’ che una goccia d’acqua in un braciere ardente.”                             

Santa Teresa di Lisieux

 

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29 avril 2014

Resilienza e Resurrezione

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Resilienza e Resurrezione

Abbiamo appena celebrato la Resurrezione del nostro Divino Signore et ci  piacerebbe parlarvi della relazione tra LA RESILIENZA E LA RESURREZIONE o come ogni essere umano nella sua vita fa l’esperienza della morte e della Resurrezione?

Come Gerardo, bambinno maltrattato, trovera’ la forza di costruire una famiglia e essere un padre attento e amorevole? Come le persone annientate dai campi di concentrazione, le dittature, le guerre...trovano la forza di ripartire.

 

Sant’Agostino diceva anche : « La potenza di Cristo ci ha creati e la sua debolezza ci ha ricreati ».

Cosi’ questa ri-creazione puo’ essere la resilienza che e’ la capacita’ di una persona di continuare a vivere, a svilupparsi, a avere dei progetti nella vita malgrado il o i traumi subiti. E’ “vivere con” il trama, che fa parte della vita.

Piu’ che resistere, e’ imparare a vivere anche con questo trauma. Una frase celebre che permette di riassumere la nozione di resilienza e’ di Nietzsche; “Quello che non uccide rende piu’ forti”.

Tutti gli psicologi e quelli che lavorano con dei bambini o degli adolescenti sono coscienti che il bambino ha una potenziale di resistenza, di sviluppo, anche nelle situazioni le piu’ gravi, che ha delle risorse per trovare o ritrovare il senso della sua vita purche’ sia aiutato, sosteuto, accompagnato e se possibile per tutta la durata. E’ per questo che anche noi continuiamo a pregar per i bambini affidati anche se sono divenuti adulti. Il nostro aiuto discreto nel segreto della Comunione dei Santi puo’ anche aiutare questi bambini ad andare avanti sul cammino della guarigione.

Cosi’ la resilienza e’ la capacita’ a mobilizzare le proprie forze e al tempo stesso riconoscersi debole e vulnerabile. Quello che un bambino ha vissuto non si dimentica mai, ma egli puo’ farne qualcosa di positivo. Spesso un bambino per ricostruirsi va a cercare una persona alla quale affidarsi e partendo da questo puo’ cominciare il suo lavoro di riparazione.

Spesso un criterio di resilienza riuscita e’ anche l’apertura verso gli altri. Molti di questi bambini divenuti adulti, in un progetto di vita rinnovata, si mettono al servizio di quelli che soffrono di quello che loro stessi hanno sofferto.

Questa capacita’ a trasformare le forze della morte che abitano questi bambini maltrattati, per i quali noi preghiamo umilmente, in forze di vita non e’ questa una realta’ del Mistero della Resurrezione del Cristo che e’ stato tirato dalla morte?

 

A proposito della resilienza Stefan Vanistendael, in un articolo apparso nel marzo 2006 sul sito www.croire.com, diceva: “ Il Cristo ci ha liberato da questa profonda alienazione indicandoci un’altra via: le nostre vite spezzate, le notre ferite possono trasformarsi in una vita nuova e inaspettata.  […]  Io credo, almeno se si accetta l’idea che la resurrezione comincia gia’ sulla terra, che questa rigenerazione puo’ prodursi qui e ora. Il Cristo ha mostrato che questo proceso proseguira’ al di la’ del tempo e dello spazio, al di la’ dei  nostri limiti naturali. Questo non giustifica ne’ glorifica le sofferenze umane, ma puo’ alleggerire la disperazione e aprire il futuro alla felicita’.”

 

Cosi’ il Cristo che a preso su d lui tutte le sofferenze e in particolare quelle dei bambini maltrattati, che e’ morto e risorto, ci mostra, tramite il Mistero Pascale, la forza di Vita fonte d’Amore che Dio mette in ciascuno di questi bambini, in  ciascuno di noi.

La nostra umile preghiera deve essere portatrice di questa Speranza, quella che al mattino di Pasqua ha fatto dire a Charles Péguy : “Mio Dio, e’ come se tutto fosse nuovo, come se tutto cominci questa mattina”.

Mona – Aprile 2007

 

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28 avril 2014

Il buon Padre

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I numeri del nostro bollettino sono oramai troppo numerosi per inviarveli tutti nella « posta di partenza ». Ecco una piccola sintesi dei numeri 13 e 14.

N°13 di marzo 2002 : IL  BUON PADRE

In questo tempo di Quaresima, noi siamo tesi verso la Pasqua. Ma bisogna anche riattraversare tutta la Passione del nostro Salvatore, il Cristo Gesú. Come non riconoscere nella sua Passione le sofferenze di questi bambini battuti, traditi, umiliati, violentati ? Ma come non interrogarsi sul Padre ? « Padre, perché mi hai abbandonato ? grida Gesú sulla croce. Gesú solo, abbandonato da tutti : condannato a morire per i suoi nemici, abbandonato da tutti i suoi amici (Matteo 26, 56).

Perché questo silenzio del Padre ? Non siamo noi tentati a confondere la nostra visione umana di quello che deve essere un padre, modificata e deformata dalle nostre proprie ferite, i nostri propri desideri, la nostra storia personale ? Cosa puó fare questo Padre, contemplando suo Figlio inchiodato su una croce, se non soffrire anche lui nel suo Amore, di essere anche lui crocifisso per la sofferenza di suo Figlio ma anche per l’abbandono degli amici, la cattiveria dei nemici, il  silenzio di tutti ?

No, il Padre non e’ silenzioso. In questo Amore al di fuori della nostra misura, Egli offre suo Figlio e all’immagine di Maria ai piedi della Croce, nelle sue lacrime, egli soffre in silenzio della nostra piccolezza, del nostro peccato.

Ma lasciamo la parola al Padre Bruno :

Come parroco, noi sentiamo parlare del maltrattamento in circostanze pastorali che sorprendono all’inizio, ma che sono alla fine terribilmente ovvie. A volte, in occasione di scambi con alcuni credenti non praticanti che chiedono il loro matrimonio o il battesimo del loro bimbi, appare una professione di non-fede, espressione chiara di non-fede con la sua argomentazione : ‘ Se voi sapeste quello che ho vissuto o patito da mio padre. Quanto sono stato battuto, e che mamma non ha voluto dire niente. No, un Padre del piú alto dei cieli, al meglio, non serve a niente, al peggio, fa paura !

Dire a Dio ‘Nostro Padre’, quando l’esperienza che ne abbiamo, l’immagine cosí sfigurata che ostruisce tutti gli orizzonti, vi impedisce fisicamente , affettivamente di osare, di poter immaginare Dio cosi. Quello che doveva essere un’icona di Dio, un papá o una mamma di qualitá é divenuta un idolo, un’immagine sostituita perversa che devia dal vero Dio.

Un giorno, un papá, un buon papá ci ha insegnato a noi, 25 preti, il suo auditorio, una cosa bella del Vangelo. Egli sottolineava che Gesú non insegna direttamente ai bambini, ma agli adulti. E’ a degli adulti che Gesú parlava del Padre celeste, e tutto quello che segue é anche valido per le mamme !

Se voi dite a un bambino che ha un buon papá : ‘ Dio é tuo Padre’, il bambino proietta la sua esperienza. Papá é geniale, é magnifico. Ho fame ? ho paura ? voglio ? Facendo la mimica voluta, la mia parola, il mio grido funziona sempre. E’ magico…E Dio-il Padre  sará percepito piú tardi come un mago inefficace !’ Se voi dite a un adolescente che ha un buon papá : ‘ Dio é tuo Padre’, l’adolescente proietta il suo bisogno di libertá, di autonomia, vuole volare delle sue proprie ali. Come il papá che lui deve rigettare per diventare adulto, Dio-il-Padre é quello che disturba la mia libertá, un disturbatore da evitare per esistere.’

Ma se voi dite a un papá : tu vedi la tua esperienza. E’ favoloso e cosí impressionante di essere papá. Tu puoi tutto…tranne l’essenziale. Se tu fai i compiti difficili di tuo figlio, dopo 6 mesi, egli diventa pigro e non fa niente. Se tu lo lasci a te stesso, egli si dispera e si angoscia. Bisogna che tu sia non troppo vicino, ne’ troppo lontano, e questo ti prende allo stomaco. Quando se ne va via, tu lo volevi, ma hai paura…Ebbene, Dio, e’ come te. Allora l’adulto puó dire : ‘ Se Dio e’ questo, allora capisco, e’ geniale’.

Da questo insegnamento, ho ricevuto molto per capire gli adulti feriti. E voi vedete cosa possiamo tirarne per cercare di aiutare un adulto ferito : ‘Tu non troverai Dio rivedendoti figlio o figlia. L’immagine che purtroppo tu hai, e’ rotta. Papá non é un’ ‘icona’ che rivela Dio, ma un ‘idolo’ che blocca la visione’. ‘Quindi, tu potrai capire Dio guardando quello che tu cerchi di trovare in te per non riprodurre il male. Questi sforzi per diventare un papá di cui tu non sai niente, perfino il tuo sogno di quello che dovrebbe essere un vero papá, tutto questo sara’ icona di Dio. La tua esperienza aprira’ il cammino dell’intelligenza, della fede. Tu avrai sempre un poco, o molta paura di Dio-Padre perché spontaneamente tu ti metti al posto del bambino. Ma tu potrai apprendre a guardare la tua realtá di papá che fa quello che puó, e questo é molto per tuo figlio e per te, bambino di Dio che si é fatto sulla terra, bambino maltrattato dai padri della societá, i grandi, i capi.

Se domina in te l’immagine del bambino, allora Dio é anche da questo lato…e poco a poco, tu potrai superare gli idoli : ‘io sono il bambino maltrattato di un papá cattivo’,…all’icona : ‘ io sono un papá che incontra un Dio che ha scelto di rivelarsi bambino per riunirsi ai maltrattati della terra e offre un cammino di speranza a tutta l’umanita’.

Certo, queste parole sono delle parole. Ma cosa abbiamo d’altro, con il nostro rispetto e la nostra tenerezza, con la nostra preghiera, per essere al fianco del grande, piccolo ferito !

                                                                                                                                             Padre Bruno

 

N°14 di maggio 2002 : IL SILENZIO DEL PADRE

Mona parlava l’altra volta del silenzio del Padre, dicendo : ‘no, il Padre non é silenzioso’ (n° 13 – Marzo 2002).

Il silenzio di Dio é pertanto una domanda reale nella nostra umanitá. Nel mondo ebreo, il terrore della Shoah ha condotto a questa stessa domanda.

E’ che l’uomo peccatore ha dubitato della Parola di Dio. Da allora, l’uomo dubita di Dio, e questo e’ la fonte del suo inferno. Solo una parola chiara, costante e fedele di Dio all’uomo puó ridargli fiducia.

 

Per comprendere, bisogna rimontare molto lontano. La Bibbia ci riporta un doppio processo, simbolicamente e realmente messo nella bocca del Cattivo, chiamato l’Accusatore.

A-     All’Uomo, Adamo, Satana pretende che Dio non l’ama. Oppure non l’ama che per conservarlo in schiavo devoto. « Mangia dell’albero, Dio ti nasconde la tua libertá, la tua dignitá ».

B-      A Dio, Satana pretende che l’Uomo non l’ama. Oppure non l’ama che per i vantaggi che egli ne riceve. « Togli a Giobbe i suoi beni e anche la sua famiglia, tu vedrai che infedele, egli ti maledirá ».

Ora, Dio non puó salvare l’uomo piantandogli una giustizia esteriore. Egli deve, in un amore vero, che si dona, donare all’uomo nella sua libertá, di diventare capace di uno stesso amore vero, senza magia.

E’ in Gesú, vero Dio e vero Uomo, che si trova la soluzione.

A-     Dio, facendosi uomo, ama l’uomo incondizionatamente.

B-      Allo stesso modo, sulla croce, l’Uomo Gesú ama gli uomini e Dio.

1-      L’Uomo che ama i cattivi che lo rigettano per continuare le loro opere tenebrose. Egli prega per loro.

2-      Piú difficile, egli ama gli amici che, nella paura, l’abbandonano e non vengono per testimoniare al processo per la difesa del giusto ingiustamente accusato. Egli li perdona.

3-      E infine, il piú difficile, egli sperimenta la situazione degli uomini che vogliono fare allenza con Dio e che dubitano di Dio. E Gesú resta fedele ((2 Timoteo 2, 13c che potremmo osare trasformare cosí :

Se Dio gli appare infedele (Geremia 15, 18b : veramente, Signore, tu sei diventato per me come un  ruscello ingannevole, dalle acque deludenti !), Gesú lui dimora fedele, perché Gesú non puó rinnegarsi lui-stesso)) a lui-stesso quand Dio si rende incomprensibile. Egli va in fondo al suo percorso di dono di se-stesso.

Tramite questo silenzio, cosi’ crocifiggente per il Padre che per il Figlio, il Padre dona all’Uomo l’opportunitá di amare, di essere fedele a lui-stesso quando l’amico, l’alleato, il Padre, Dio, sembra mancare !

 

Perché lo fa ? Perché deve farlo ? Perché deve, in un comune movimento con suo Figlio che si crede abbandonato, sottomettersi ? Perché questo é il solo modo per un uomo di mettere in opera, per la sola e unica volta nella storia degli uomini, un amore vero. Amare l’altro, perfino quando é, o quando mi sembra povero.

Amare i ricchi, anche i cattivi sanno farlo ! Amare i poveri, o quelli che io credo tali, solo un Santo lo sa fare. Solo il Santo di Dio, incarnato senza ritenuta nella storia dell’uomo, avendo tutto accettato della sua umanitá, delle sue angoscie, eccetto il peccato, solo il Santo di Dio ha potuto veramente amare.

Soltanto tramite la fede e il battesimo, dove noi diventiamo membri di un sol corpo, solamente cosí, noi possiamo entrare nell’Amore e ricevere la Vita.

 

Si, Dio é silenzio di parole, di interventi militari o di magia seduttrice. Si, e piú di noi, Dio soffre di tutto cuore dei nostri poveri amori e dei nostri crimini. Si, Dio non ha altra parola che la sua presenza sulla croce.

Davanti al mistero del male, e piú particolarmente del male che riunisce le nostre preghiere, solo uno sguardo alzato sulla croce per vederci la sofferenza del Padre puó essere un cammino di salvezza che ci rende la capacitá di amare.

                                                                                                                             Padre Bruno

 

I discepoli tacevano perché, nel cammino, essi avevano litigato per sapere chi era il piú grande. Gesú si siede e chiamó i Dodici ; egli dice loro : « Se qualcuno vuole essere il primo, che sia l’ultimo di tutti et il servitore di tutti. » E prendendo un bambino, lo mise in mezzo ad essi e, dopo averlo abbracciato, dice loro : « Chi accoglie nel mio nome un bambino come questo, accoglie me stesso ; e chi mi accoglie, non e’ me che accoglie, ma Colui che mi ha inviato ».

                                                                                              Vangelo di Gesú Cristo secondo san Marco 9, 34-3

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27 avril 2014

Un tesoro in vasi di argilla / Un popolo sacerdotale /Chi e’ il mio prossimo ? /

catéchisme

I numeri del nostro bolletino sono oramai troppo nuumerosi per  inviarli a tutti voi nella “posta di inizio”. Ecco una piccola sintesi di numeri 5,6,7 e 11.

N°5  : UN POPOLO SACERDOTALE

“Ognuno di quelli che partecipano alla nostra comunita’ non ha  bisogno di essere  stimolato

a valutare la preghiera. Ognuno ne sa conosce tutta l’importanza. Io vorrei semplicemente sottolinearne un aspetto per un nostro migliore servizio.

La nostra preghiera di cristiani non e’ una somma di preghiere individuali. Essa non e’ neanche una preghiera da affidare a un prete perche’ essa diventi piu’ ecclesiale. Essa e’ una preghiera di uno dei membri del Corpo di Cristo per altri membri sofferenti del Corpo di Cristo, per il Cristo stesso, testa del suo Corpo, et per tutti i membri del suo Corpo. Essa e’ la preghiera della Chiesa, di una Comunita’, di un Popolo Sacerdotale, cioe’ di cristiani articolati, organizzati, incorporati nell’unica preghiera del Cristo.

La nostra solidarieta’ non e’ solo compassione umana, fraterna. Essa e’ la nostra compassione per un membro sofferente del nostro Corpo, e dunque, essa e’ al tempo stesso compassione per il Cristo povero e compassione del Cristo per l’uomo povero. Se la nostra preghiera non e’ dunque da affidare a un prete perche’ essa diventi ecclesiale, essa deve essere presentata nell’Eucarestia dove il popolo sacerdotale per il sacerdozio ministeriale esercita la sua responsabilita’ di popolo della preghiera.

Per la messa celebrata a Clermont, Parrocchia Nuova posta sotto il titolo di Cuore  del Cristo pieno di misericordia, questo venerdi’ 29 settembre, in comunione con tutti quelli che non hanno potuto unirsi a noi e che hanno pregato in altre chiese o a casa loro, e’ stato vissuto un momento forte della nostra giovane comunita’.”

                                                                                                          Padre Bruno

 

 

N°6 : VASI D’ARGILLA

L’ultima Assemblea dei Vescovi riuniti a Lourdes a inizio novembre a deciso di non proteggere piu’ i preti colpevoli di pedofilia e di portarli, tramite la conversione e il pentimento, a consegnarsi alla Giustizia.

Anche se questo e’ doloroso, e’ sano per la Chiesa di dare la verita’ su questa questione.

Certo, in quanto membri della Chiesa, membri del corpo del Cristo, noi siamo particolarmente colpiti dalla poverta’ di questi preti. Ma permetteteci di citare un estratto della lettera che il Papa Giovanni Paolo II intestava ai preti per il Giovedi Santo 2000, dal Cenacolo a Gerusalemme. Questo testo ci ridice che, malgrado la fragilita’ degli uomini davanti al peccato, Dio continua, al di la’ della nostra propria comprensione, a dare fiducia e a chiamare degli uomini al proprio servizio:

Un tesoro in vasi di argilla

“E’ vero che, nella storia del sacerdozio come in quella di tutto il popolo di Dio, si sente anche la presenza oscura del peccato. Spesso, la fragilita’ umana dei ministri ha oscurato in essi il viso del Cristo. Come sorprendersi, precisamente qui al Cenacolo?

Qui, non  solo si e’ consumato il tradimento di Giuda, ma Pietro stesso ha dovuto prendere cosciennza della sua debolezza ricevendo l’amara profezia del rinnego. Certo, scegliendo degli uomini come i Dodici, il Cristo non si faceva illusioni. San Paolo ci indica la ragione : « Questo tesoro, noi lo portiamo in vasi d’argilla, perche’ questo eccesso di potenza sia di Dio e non venga da noi ». (2 Co, 4,7)

Per questo, malgrado tutte le fragilita’ dei suoi preti, il popolo di Dio ha continuato a credere nella forza del Cristo che agisce tramite il loro ministero. Come non ricordarsi la splendida testimonianza del Poverello di Assisi a questo proposito? Lui che, per umilta’, non voleva essere prete, espresse nel suo Testamento la sua fede nel mistero del  Cristo presente nei preti, dicendosi pronto a ricorrere a essi, anche se essi dovevano perseguitarlo, senza tener conto del loro peccato. “ E io faccio questo – egli spiegava – perche’, del Figlio di Dio, io non vedo nient’altro, corporalmente, in questo mondo, che il suo corpo santo e il suo santo sangue che essi solo consacrano e che essi solo amministrano agli altri.” (Fonti Francescane, n. 113)”

                                                                                              Giovanni Paolo II

Allora sosteniamo tramite la nostra preghiera questi preti troppo poveri, vittime della loro propria storia di adulti, a volte, essi stessi vittime della loro infanzia.

Che nostro Signore, Dio di tutto Amore e di tutta Misericordia, li sostenga nella loro lotta contro se stessi e che sia loro dato di fare la Verita’ nella loro vita e nella vita dei bambini che essi hanno ferito.

Che questi bambini ricevano dallo Spirito Santo il discernimento, e che non confondano l’umanita’ peccatrice dei servitori di nostro Signore, con l’Umanita’ del Cristo, dono d’Amore fino al sacrificio della Croce.

 

N°7 : UN POPOLO SACERDOTALE:

Un bambino maltrattato, cioe’ che ha subito delle violenze fisiche, sessuali, che e’ vittima della crudelta’ morale o di gravi negligenze molto spesso tace e non testimonia di questi fatti. E’ molto raro, per esempio questo bimbo di 8 anni che ha attraversato una grande citta’ per andare a domandare aiuto a un Commissariato di Polizia, che un bambino maltrattato spontaneamente vada dall’insegnante, dall’educatore, dal medico o da qualunque altro adulto per confidarsi. L’adulto non e’ piu’ percepito come la persona che puo’ proteggere. Il bambino ha paura di tutti gli adulti che potenzialmente possono maltrattarlo. Molto spesso l’adulto autore delle violenze, di solito sessuali, terrorizza il bambino imponendogli il silenzio e minacciandolo, a volte di morte.

Infine il bambino si sente stranamente colpevole di quello che ha subito. Per esempio, i colpi sono allora percepiti come meritati (“ho fatto qualche cosa di male dunque e’ normale che sia battuto”)

e/o temuti in  una relazione in cui il bambino si sente riconosciuto come qui e’ stato battuto (“ lui mi batte, quindi esisto, quindi mi ama).

Allora come riconoscere il bambino che ha bisogno di aiuto? Certi elementi possono essere indicatori di maltrattamento:

- impegno a scuola mediocre, o inesistente; ma anche, molto piu’ raramente, super-impegno e paura terrorizzante del cattivo voto

- mancanza di igiene o eccesso patologico di pulizia

- rifiuto di mettersi in pantoloni corti da sport o in costume da bagno in piscina

- mancanza di appetito con dimagrimento e perdita di peso molto rilevante

- estrema apatia e/o crisi di violenza

- autopunizioni (farsi del male, dare colpi con la testa contro il muro...)

- sonno perturbato (incubi, crisi...)

Questa lista non e’ completa, ma essa riflette i trauma subiti dai bambini.

Qualche cifra eloquente a proposito del maltrattamento sessuale:

                                   1 bimba su 8 e un bambino su 10 ne sono vittime

                                   In una classe di 30 bambini questo rappresenta 3 bambini

E’ spesso nei casi di maltrattamento sessuale che il peso del silenzio e’ piu’ forte: il bambino e’ legato dal silenzio; i parenti, fratelli, sorelle, zii, zie sono spesso dei testimoni imbavagliati.

Spesso la madre che tace davanti al calvario di suo figlio ha lei stessa subito questa violenza quando era bambina e non osa dire niente perche’ questo significherebbe testimoniare della sua propria sofferenza...

Il silenzio che imprigiona il bambino :  non dire niente altrimenti mi uccidono, altrimenti mio padre va in prigione, altrimennti mia mamma se suicida, altrimenti saro’ separato dai miei fratelli e sorelle...

Il silenzio che imbavaglia la famiglia...conservare a tutti i costi l’apparenza della normalita’.

Il silenzio di vicini, degli insegnanti...perche’ non si sa mai, non siamo veramente sicuri, non vorremmo avere o fare storie...

Vi ricordiamo che esiste un numero gratuito e anonimo che permette di denunciare questi crimini e di rompere il silenzio : ” 114-Telefono Azzurro”

Grazie per questi bambini, e la nostra preghiera per tutte le persone che lavorano e agiscono in questa struttura.

 

N°11 di gennaio 2011: chi e’ il mio prossimo?

Un bambino che soffre e’ innanzitutto un bambino, che sia bianco, nero, asiatico, ebreo, cristiano, musulmano...tutti hanno lo stesso sguardo! Eppure, alcuni di noi, adulti, facciamo ancora delle differenze...come se noi ignorassimo lo sguardo di Amore di Dio per tutti...

Chi e’ il mio prossimo?

E Gesu’ risponde: di chi mi sono io fatto il prossimo?

La questione dell’origine dei bambini aggrediti fa sorgere una domanda inaspettata. Per questa o quella persona che prega, un nome di connotazione araba da fastidio! Le emozioni sono forti e da rispettare anche. Il dolore di un passato che risale a 40 anni, che risorge regolarmente nelle nostre coscienze e nei medias? Ma se un nome a connotazione francese era quello di un non-battezzato!

E se un altro a connotazione araba era quello di un cristiano berbero!

E se quel bambino musulmano era vittima di un adulto battezzato!

Semplicemente, bisognera’ portarli bene tutti, affidarli tutti, perche’ feriti, essi sono tutti creature di Dio, a sua immagine e sua somiglianza, talmente amati da Dio che egli ha inviato per essi suo Figlio.

Allora se alcuni volessero manifestarsi, noi potremmo affidare loro Ali, Zahia, Malika, Nabil, Samir, Neusa et Nehia. Da Pasqua e dalla Pentecoste, lo Spirito del Cristo e’ diffuso in tutta la carne.

                                                                                              Padre Bruno

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